UN INCUBO DEGNO DI DYLAN DOG, L’INDAGATORE DEGLI INCUBI.

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Auguro a tutti buone vacanze… e lascio qui una sfida per gli autori di Dylan Dog… magari ad accogliere l’invito sarà lo stesso Tiziano Sclavi (suo ideatore e quindi “padre”), sarebbe fantastico!

Propongo un’idea per la prossima storia.

« Il mio nome è Dylan Dog e per la prima volta da quando faccio l’indagatore dell’incubo, mi hanno ingaggiato per uno strano “incubo”. Giuda ballerino, ora che li conosco, devo riconoscere che ho paura… non sembrava all’inizio, credevo fossero una minoranza da difendere… e poi… poi mi ritrovo sulla sua strada: Fatima. Era bella, era giovane, era in ginocchio. Dalla  finestra al piano terra trapelavano grida soffocate, so che non è corretto, ma lo feci, spiai, era in ginocchio, un uomo la stava picchiando, dalle sue labbra usciva un lamento sordo. In un attimo fui dentro casa e fermai quell’uomo, mi fu detto dalla stessa Fatima che quella punizione era giusta perché aveva disobbedito a suo marito (seppi così che quell’uomo era suo marito), erano musulmani e per la loro legge era giusto così, era tutto regolare, i colpi non erano diretti al viso e i bambini erano chiusi nella loro stanzetta. Fui denunciato e arrestato, poi rilasciato perché mi accordai col marito di Fatima: gli dissi di ritirare la denuncia altrimenti lo avrei denunciato per violenza familiare. E non lo denunciai solo perché giurai a me stesso di non assistere impotente a quell’orribile regola ma di trovare un modo per fermarla, e per farlo dovevo essere libero. Da allora, cercare i confini che L’ISLAM impone alla libertà personale divenne la mia ragione di vita. Ho scoperto che L’ISLAM, in qualsiasi parte del mondo si trovi, è un luogo dove, in nome di una Legge considerata sacra e inviolabile, si condanna a morte chi si converte al Cristianesimosi condanna a morte la donna musulmana che sposa un uomo Cristiano, si condannano a morte i figli nati da madre Cristiana e padre Musulmano che scelgono la religione materna e sempre in nome di una Legge considerata sacra e inviolabile si picchia la moglie che disobbedisce al fine di correggerla, ma non al viso e non in presenza dei figli. Scenario inquietante, mi direte, ma dov’è l’incubo su cui indagare? L’incubo è questo: L’ISLAM STA INVADENDO L’OCCIDENTE CON LE SUE REGOLE IMMUTATE DA OLTRE UN MILLENNIO, REGOLE CHE NEGANO ALL’INDIVIDUO OGNI LIBERTÀ DI PENSIERO E DI SCELTA, PENA LA MORTE O LA PUNIZIONE CORPORALE, MA GLI OCCIDENTALI SEMBRANO NON ACCORGERSI DI NULLA. Un caso di ipnosi collettiva? La domanda avrà una risposta quando scoprirò cosa si nasconde dietro questo strano sonno della ragione. “Il sonno della ragione genera mostri” (Goya). Già… però per la prima volta non ho di fronte uno dei miei soliti mostri, non ho di fronte uno zombi né un goblin e neppure un fantasma o un maniaco omicida… eppure ho paura. Perché? Forse “i mostri generati dal sonno della ragione” nascondono qualcosa di più atroce dei miei soliti mostri? La persona che mi ha ingaggiato mi ha convinto e non ho saputo dirle di no, l’ingaggio era basso, di poche sterline, Groucho mi ha detto “capo, meglio poco che niente, abbiamo il conto in rosso e siamo al verde… poveri, e per di più daltonici!”. L’incubo da indagare era al di fuori del mio solito “campo di competenza”… eppure non ho saputo dire di no. La persona che mi ha ingaggiato mi ha detto che era perseguitata e temeva di morire, mi ha detto che nessuno era disposto ad aiutarla neppure tutti coloro a cui lei si era donata, nemmeno i magistrati a cui si era rivolta l’avevano tutelata. Quando le ho chiesto perché era venuta da me, pensavo mi rispondesse “perché ho paura di morire”, invece mi rispose “perché ho paura di assistere alla fine di una civiltà”. Solo allora realizzai che non conoscevo ancora il suo nome, glielo chiesi, mi disse “Libertà”».

 

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