MA LA DISTRUZIONE DI PROVE NON È UN REATO?

LA MAFIA

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano HA CHIESTO E OTTENUTO DALLA CORTE COSTITUZIONALE L’AUTORIZZAZIONE A DISTRUGGERE LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE DELLE SUE TELEFONATE NELL’AMBITO DELL’ INCHIESTA TRATTATIVA STATO-MAFIA.

Un Presidente della Repubblica -fedele al suo popolo e legato al suo popolo da un sentimento di reciproco rispetto- in nome della Legge sulla Trasparenza avrebbe dovuto RENDERE PUBBLICHE LE SUE CONVERSAZIONI TELEFONICHE PER DIMOSTRARE AL SUO POPOLO LA PROPRIA INNOCENZA.

monti-napolitano-cerchi olimpiadi-

Ecco la Sentenza con cui la Corte Costituzionale autorizza la distruzione delle intercettazioni telefoniche di Giorgio Napolitano nell’ambito dell’inchiesta Trattativa Stato-Mafia.

Sentenza 15.01.2013 n° 1.

“L’ASSOLUTA INUTILIZZABILITÀ DELLE INTERCETTAZIONI QUI CONSIDERATE IMPORREBBE DI PROCEDERE ALLA LORO DISTRUZIONE IMMEDIATA, SENZA ALCUNA VALUTAZIONE CIRCA LA LORO EVENTUALE RILEVANZA PROCESSUALE”

Sbaglio o si tratta di una regolare autorizzazione -da parte del PIÙ ALTO ORGANO GIUDIZIARIO DELLO STATO- alla DISTRUZIONE DI PROVE?

Art. 3 della Costituzione Italiana:

“TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE”.
politica corrotta popolo corrotto

La logica ci dice che non si distrugge una prova di innocenza ma una prova di colpevolezza o un indizio di colpevolezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...