Ciao piccola

bambine

Per la prima volta da quando sei nata mi è capitato di
pensare che non resterai una bambina ancora a lungo…

Presto ti innamorerai, darai il primo bacio, avrai la prima
delusione, maledirai le emozioni che gli adulti rimpiangono
per tutta la vita…

E’ allora che sentirai il bisogno di sentirti protetta e
rassicurata…cercherai qualcuno con cui confidarti…a cui
chiedere consigli…

Ricordati che io sono qui per te, piccola mia.

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 1, 2014. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti

6 thoughts on “Ciao piccola

  1. scusami, rosa, ma sei la mamma, vero?

    allora tua figlia a tutti chiederà, ma non a te – almeno spero.

    non credo sia postiivo che una adolescente condivida le sue prime esperienze erotiche con sua madre.

    ciao 🙂

  2. Questo post è nato per mia nipote, la figlia di mia sorella, ma credo possa riferirsi a qualsiasi adolescente che “sboccia”. Avere una figura femminile adulta e forte accanto, in cui identificare una sorta di “porto sicuro”, capace di dare accoglienza ma anche “risposte”, ritengo possa essere per un’adolescente una fonte di sicurezza e di serenità…fondamentali per un equilibrato sviluppo psicologico.

      • Riflettevo…se pure fossi stata sua madre come mi sarei comportata? Allo stesso modo. Non avrei scritto una parola di più né una parola di meno. Io credo che non necessariamente bisogna indagare nei “particolari” della vita intima di un’adolescente: credo sia sufficiente che l’adolescente sappia che tu sei lì, pronta ad aprire le braccia, ad asciugarne le lacrime, a condividerne i sorrisi, a mettere a sua disposizione gli anni di esperienza in più che hai sul groppone, a farle notare che tutto entra nel bagaglio di una vita contribuendone all’arricchimento, anche dolori e delusioni…Credo che ciò di cui l’adolescente (e forse non solo questi) abbia bisogno sia, in una parola, – l’ASCOLTO- semplicemente questo, -qualcuno che lo ASCOLTI-
        … Nient’altro che questo…

  3. ah, allora non insisto, ma rimango perplesso.

    secondo me il ruolo di un genitore è di esserci, ma con molta più discrezione; sarà l’adolescente semmai a decidere se confidare qualcosa oppure no.

    un esplicito appello del genere io la sento come una forma di pressione che può in alcuni casi essere difficile da gestire per l’adolescente e complicargli i problemi anzichè risolverglieli…

  4. Nessuna pressione, su questo siamo d’accordo! Infatti mi limito a dire: “Ricordati che io sono qui per te, piccola mia”. Cioè “io ci sono”, -le dico-, non le dico “parlami delle tue cose”, semplicemente “io ci sono”

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